Documento Valutazione dei Rischi - SiEnAm Torino Sicurezza sul lavoro

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Documento Valutazione dei Rischi

Sicurezza sul Lavoro
DVR – Documento di Valutazione dei Rischi

Secondo il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. 81/2008), il datore di lavoro ha l’obbligo di mappare tutti i rischi presenti in azienda in modo da prevenire, ridurre o eliminare i fattori di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, connessi con l’esercizio dell’attività.
Questa attività si esplicita nella predisposizione del Documento di valutazione dei rischi (DVR), che deve rispecchiare le reali particolarità specifiche dell’azienda, evidenziando da un lato le criticità e le relative misure di miglioramento, e dall’altro le esposizioni ai rischi effettivamente presenti nel contesto lavorativo. Questa valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi.

Tutte le aziende devono redigere il DVR (con data certa) e devono tenerlo aggiornato, indipendentemente dal settore di attività, dal livello di rischio e dal numero di dipendenti (ad oggi fanno eccezione soltanto le aziende individuali e quelle a conduzione familiare come definito nell’art 21 del Testo Unico). Inoltre Il DVR deve essere presente all'interno del luogo di lavoro (in formato cartaceo od elettronico) e disponibile per un esame della stessa da parte degli organi di controllo.
Esistono diversi enti preposti a diversi tipi di controlli che possono richiedere di visionare il DVR, quali per esempio l’ASL, l’INPS, l’INAIL, Vigli del Fuoco, che in caso di mancata elaborazione del DVR possono addebitare al datore di lavoro sanzioni amministrative e pene detentive.

Non esiste una prescrizione che imponga un modello predefinito e vincolante per l’elaborazione del DVR, la cui progettazione è demandata al datore di lavoro che lo redige, ma è importante che vi siano tutti i contenuti definiti dall’art. 28 del D.lgs 81/2008:
  • una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza presenti in azienda, specificando i criteri utilizzati per effettuare la valutazione,
  • l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuare e dei dispositivi individuali di protezione adottai per ridurre al minimo i rischi,
  • il piano di miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza,
  • l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare e i ruoli aziendali che vi devono provvedere,
  • i nominativi delle figure di riferimento aziendali (responsabile del servizio di prevenzione e protezione, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o quello territoriale, medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio),
  • l'individuazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Il DVR deve essere rivisto almeno una volta ogni tre anni e in ogni caso deve essere immediatamente rielaborato ogni qualvolta subentrino modifiche al processo lavorativo che possano apportare variazioni dei livelli di rischio significativi.
Per le aziende che occupano fino a dieci dipendenti non è più possibile effettuare autocertificazione in cui si dichiari di avere fatto la valutazione; tuttavia, per le aziende medio piccole fino a cinquanta lavoratori, la valutazione stessa può essere redatta seguendo le procedure standardizzate definite all’art 6, comma 8 del D.lgs. 81/08.

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