Carbon footprint - SiEnAm Torino Sicurezza sul lavoro

Vai ai contenuti

Menu principale:

Carbon footprint

Ambiente
La carbon footprint è una misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio.

In conformità al Protocollo di Kyoto, i gas ad effetto serra da includere sono: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFCs), esafluoruro di zolfo (SF6) e perfluorocarburi (PFCs). La tCO2e (tonnellate di CO2 equivalente) permette di esprimere l’effetto serra prodotto da questi gas in riferimento all’effetto serra prodotto dalla CO2, considerato pari a 1 (ad esempio il metano ha un potenziale serra 25 volte superiore rispetto alla CO2, e per questo una tonnellata di metano viene contabilizzata come 25 tonnellate di CO2 equivalente).

La misurazione della carbon footprint di un prodotto o di un processo richiede in particolare l’individuazione e la quantificazione dei consumi di materie prime e di energia nelle fasi selezionate del ciclo di vita dello stesso. A questo proposito l’esperienza degli ultimi anni suggerisce che il label di carbon footprint è percepito dai consumatori come un indice di qualità e sostenibilità delle imprese. Le aziende, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2, si impegnano a definire un sistema di carbon management finalizzato all’identificazione e realizzazione di quegli interventi di riduzione delle emissioni, economicamente efficienti, che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio. Le misure di riduzione possono essere integrate dalle misure per la neutralizzazione delle emissioni (carbon neutrality), realizzabili attraverso attività che mirano a compensare le emissioni con misure equivalenti volte a ridurle con azioni economicamente più efficienti o più spendibili in termini di immagine (es. piantumazione di alberi, produzione di energia rinnovabile, etc.).

Esempio della misurazione in carbon footprint del fabbisogno alimentare di una settimana di una persona:



Quando si parla di energie alternative si usa evidenziare il risparmio che un impianto di produzione di energia elettrica rende possibile in termini di mancata emissione di CO2 in atmosfera e di petrolio che non viene bruciato per produrre la medesima quantità di energia elettrica tramite i combustiblili fossili.
La quanità di CO2 risparmiata viene indicata in Kg (come del resto si fa per evidenziare le emissioni in ambito automobilistico), mentre per quanto riguarda il petrolio si usa indicare il risparmio in TEP, ovvero in Tonnellate di Petrolio Equivalente.

Per quanto riguarda la mancata emissione di CO2, bisogna considerare in che modo viene prodotta l’energia in Italia, ovvero il cosiddetto “mix energetico nazionale”, il quale rappresenta le quote di produzione di energia per le varie tecnologie impiegate. Per il nostro Paese il fattore di conversione è pari a 0,39 tonnellate di CO2 emesse per ogni MWh prodotto (Rapporto ambientale ENEL 2013).

Per il calcolo del petrolio non consumato viene usato il fattore di conversione energetico da MWh (elettrico) a TEP. Un TEP (tonnellata di petrolio equivalente) è definito come la quantità di energia che si libera dalla combustione di una tonnellata di petrolio, ovvero 0,187 TEP per ogni MWh prodotto (Delibera EEN 3/08).

Quanto si risparmia con un piccolo impianto fotovoltaico? Possiamo fare un piccolo esempio, considerando un impianto fotovoltaico che ognuno di noi potrebbe installare nella propria abitazione, supponiamo da 3kW, che funzioni per 20 anni (durata minima di un impianto). Per semplificare al massimo la valutazione, utilizziamo la mappa del Joint Research Center (Ispra) della European Commission. Un impianto nel nord Italia (Torino) produce ogni anno 1.150kWh per ogni kW installato, quindi per 20 anni abbiamo:
3 (kW) x 1.150 (kWh/anno) x 20 (anni) = 69.000 kWh = 69 MWh (Megawattora)
Possiamo quindi calcolare il risparmio in 26,91 tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera (69 x 0,39) e 12,9 tonnellate di petrolio equivalente non bruciate (69 x 0,187).
Anche un piccolo impianto fotovoltaico contribuisce in modo incredibile ad abbattere le emissioni nocive nell’atmosfera.
Sicurezza sul Lavoro - Sistemi integrati sicurezza energia ambiente - Sicurezza dati privacy GDPR
per informazioni contattateci via email:  info@sienam.it
Sienam di Massimo Polimeno - P.Iva 11935330016 - Venaria Reale (TO)
Torna ai contenuti | Torna al menu